Pittore italiano. Attivo tra il 1310 e il 1362, è considerato il
più grande artista del XIV sec. a Venezia. La sua arte si
caratterizzò per la fedeltà ai moduli e all'intonazione di quella
aulico-bizantina e in particolare della pittura costantinopolitana del periodo
paleologo, tanto che si è ipotizzato un viaggio e una permanenza in
quella città. Nelle sue opere sono evidenti sia elementi gotici
(lumeggiatura dei colori, panneggio delle vesti a effetto decorativo, ecc.) sia
suggestioni che richiamano la pittura di Giotto. Certe analogie con l'arte
emiliana trecentesca sono indubbie e si spiegano con il periodo di tempo
trascorso dall'artista anche a Bologna e in Romagna. Per quanto riguarda le
opere giovanili, non vi è unanimità di attribuzione né di
giudizio tra i critici, mentre la sua attività più matura è
documentata con sicurezza per il periodo compreso tra il 1333 e il 1358. Tra i
lavori principali ricordiamo:
Dormitio Virginis (1333, Vicenza, Museo
civico); numerose
Madonne (1339, tomba del doge Francesco Dandolo a
Venezia; 1340, Merate, Collezione Crespi; 1347, Carpineta, Cesena); la
Coperta della
Pala d'oro (1335-45, Venezia, basilica di San
Marco), con la collaborazione di bottega dei figli Giovanni, Marco e Luca; il
polittico con
Incoronazione della Madonna (Venezia, Galleria
dell'Accademia); l'
Incoronazione della Vergine (1358, New York,
Collezione Frick). A partire dal 1350 circa, la produzione di
P.V. mostra
una netta involuzione, cui ancora non si è trovata una convincente
spiegazione, verso forme rigidamente bizantine e verso una deliberata
arcaicizzazione dello stile (fine XIII sec. - 1360 circa).